17 gennaio 2009, a Outing (Sky 877) si parla di famiglia, omosessualità e Vangelo

Pasquale Quaranta (Salerno, 1983), asilo dalle suore, scuola media e liceo in un seminario cattolico, figlio di un frate francescano, fra’ Elio, al secolo “don Mario” e di Adelaide, è un giornalista impegnato nella promozione dei diritti delle persone omosessuali.
Si è laureato con lode in Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno con una tesi su “La cultura gay online”. Si sta specializzando in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’Università di Tor Vergata. Ha curato il libro “Omosessualità e Vangelo. Franco Barbero risponde” (Gabrielli Editori 2008) e contribuito con un saggio sulle “Risorse di identificazione nello spazio virtuale” al volume “Omosapiens 3”. Nel 2003 ha fondato a Salerno l’Associazione di cultura omosessuale Federico Garcia Lorca e ne è stato presidente.
Sempre in questo stesso anno, durante il natale, è stato invitato dal parroco di Rignano Garganico per offrire la propria testimonianza ai fedeli riuniti per la celebrazione eucaristica, suscitando scalpore ed imbarazzo ai presenti. È stato consigliere nazionale Arcigay e portavoce del Salerno Pride 2005. Nel 2007 ha partecipato insieme alla sua famiglia alla campagna di consapevolezza “Va bene così” promossa da Agedo, Associazione genitori di omosessuali. Sempre nel 2007 è stato ricevuto per meriti di studio dal Presidente del Consiglio dei Ministri, al quale non ha stretto la mano in segno di protesta contro l’immobilismo della politica italiana sui diritti delle coppie di fatto.
Negli primi anni Ottanta Antonio Porta fu uno tra i pochi a creare insieme al poeta romano Dario Bellezza L’“Edizione del Giano”, piccola casa editrice che diede ampio spazio alla scrittura omosessuale, risultando così uno dei primi editori di autori omosessuali, come annotava Massimo Consoli in un suo articolo pubblicato in Paese Sera nell’agosto del 1988 col titolo “Ma adesso c’è almeno un editore”.
Eterosessuale e cattolico, Antonio Porta è l’esempio di come l’intelligenza sappia sfidare chi crede che la diversità sia un fatto anormale della/nella vita, andandone così a divulgare -tramite l’ostinazione della pubblicazione di libri di autori omosessuali- l’aspetto della consapevolezza e quotidianità di quest’ultima; dice: “La verità è che non credo e mai ho creduto che l’atto dello scrivere sia una questione legata al sesso o alla sessualità: credo che la scrittura, al pari della parola, sia sacrale, e pertanto non possa essere legata a chi scrive o a chi parla”.
Gaspare De Marco nasce a Napoli il 16 gennaio del 1973; il padre è un dirigente bancario dal carattere dispotico e poco incline al confronto, mentre la madre, ex insegnante elementare – nel 2001 fu testimone del suo coming-out – continua a sostenerlo nel suo cammino. Ma è soprattutto con la sorella minore Delia che il rapporto familiare finalmente raggiunge un equilibrio possibile: oltre alla sintonia creatasi colo scorre del tempo, ambedue si sono fatti testimoni reciproci del proprio coming-out (anche la sorella è omosessuale).
Iscrittosi all’Università di Scienze della Formazione (nello specifico Di.S.S.A.I.F.E, Discipline dei Servizi Sociali ad Indirizzo Formativo Europeo), si è laureato nel 2001 e tramite un esame di abilitazione ha potuto approcciarsi al mondo del sociale con varie collaborazioni in Cooperative e Società accreditate presso il Comune di Roma ed in provincia (Latina, Genzano, Subiaco, Ronciglione, Viterbo), impegno che lo porta ad acquisire credibilità e conseguente professionalità.
Attualmente si dedica come volontario a fornire la sua professionalità presso la LINEA S.O.S. OMOFOBIA -GAYHELPLINE- gestita dall’Associazione ArciGay Roma con sede in Via Nicola Zabaglia, 14; inoltre co-gestisce, insieme alla Dott.ssa Laura Annibali, per l’Associazione DiGayProject (con sede in Via Costantino 82), il gruppo di autocoscienza. Ma al di là della sua consapevolezza omosessuale, Gaspare De Marco tuttora preferisce definirsi un bisessuale, poiché crede che l’amore non debba avere limiti né di sesso né di razza né di religione.