Sei omosessuale? Si te stesso, così come sei

Perché proprio io? Come avviene?” Forse ti sei posto queste domande. Ed è una cosa perfettamente legittima. La domanda del “perchè” rimane posta, e le scienze umane cercano di darle una risposta nel modo migliore possibile.
Ma non ti chiedi “perchè io” dato che questo sottintenderebbe che tu sei stato “designato” da chissà quale lotteria – e da chi – per essere “così”. E’ difficile connotare bene il problema dell’omosessualità.
Ci può disimpegnare con facilità riguardo a tendenze e linee comuni, ma dietro il fenomeno omosessuale ci sono DEGLI omosessuali, delle persone che hanno tutte le loro particolarità, le loro difficoltà, le loro ricchezze.
Sento ancora la domanda che si poneva Jean-Claude, che è morto di AIDS qualche anno fa: “Ho scelto di essere un ballerino perchè ero omosessuale, o invece sono stato ‘creato’ omosessuale per poter essere un ballerino?”.
Non ricordo più con precisione quale verbo egli avesse usato. E’ sbalorditivo come questa domanda rimane impressa in me ancora dopo quasi trent’anni.
Di sicuro essa ha risvegliato una preoccupazione nascosta nel mio profondo. Comunque sia, si tratta evidentemente di una domanda alla quale Jean-Claude non ha mai avuto risposta.
Credo che oggi questa risposta l’abbia. Nel suo porsi domande c’era una porta aperta verso la predestinazione. Infatti non trascurava l’idea che alcuni esseri ricevessero una natura omosessuale perché erano destinati ad una vocazione che necessitava di una grande sensibilità.
Oltre a questa, Jean-Claude non si poneva altre domande sulla sua sessualità. Si accettava pienamente, sembrava felice, e sublimava la sua omosessualità nella sua attività artistica.
Ci sono così molte professioni che le persone omosessuali scelgono per affinità, dato che vi troveranno terreno per far emergere la ricchezza del loro talento, dei loro gusti e della loro grande sensibilità.
Dicendo queste cose, io rispondo alla domanda di Jean-Claude: preferisco sostenere l’ipotesi che l’omosessuale si sceglie una professione che si basa sulla sua sensibilità, piuttosto che l’ipotesi inversa: nascere omosessuale per poter metter in pratica una determinata attività lavorativa.
Ho citato il campo delle arti poiché lo conosco bene, ma ci sono molte altre professioni ben precise che vengono scelte dalle persone omosessuali. Ma in compenso, non tutti quelli che scelgono questi mestieri sono obbligatoriamente omosessuali.
Un buon numero di persone omosessuali affermano, in maniera credibile, di essere felici e di aver trovato un buon equilibrio. Dobbiamo rallegrarcene.
Per altri invece è molto meno facile: penso in particolare a Louis, un contadino già anziano, che aveva sempre vissuto da solo nella sua campagna nativa, e che mi diceva con toni disperati che la sua omosessualità gli aveva rovinato la vita.
Perchè? Perchè io? Tu non vivrai la tua omosessualità come Charles, Dorothée, Michael o Dominique. Tu hai il tuo temperamento, la tua educazione, il tuo percorso, la tua individualità, il tuo desiderio, le tue pulsioni, le tue ferite, le tue inibizioni, la tua colpevolezza. E poi c’è il tuo contesto familiare, sociale e religioso.
Tu sei un essere unico, e la tua omosessualità è da considerare tra i fattori che fanno sì che tu sia TU. Forse hai cercato di immaginarti diverso, di proiettarti in una chimera creata di sana pianta dai tuoi fantasmi. E questo ti ha forse reso più felice?
Realizza te stesso, realizza la tua vita, con la tua omosessualità, tu sei così ricco, forse proprio grazie ad essa! Non lasciarti confondere dal tuo orientamento sessuale!
Come il cobra che fissa la sua preda, essa potrebbe impedirti di esistere pienamente. E la tua vita sessuale potrebbe diventare un mezzo per stordirti, per dimenticare te stesso, per rifiutarti e, sulla distanza, per destrutturarti facendo di te un oggetto sessuale.
Sii il soggetto della tua vita. Tu hai tutto, come chiunque, per costruirla. Rivendica te stesso con tutto quello che sei, con tutto quello che hai in te per sublimare la tua esistenza.
Testo originale