Ama la tua famiglia che “non è così santa”
Riflessioni di padre James Martin*, S.J. pubblicate su Outreach (Stati Uniti), portale di risorse cattolica per le persone LGBTQ, il 28 dicembre 2024, liberamente tradotte dai volontari del Progetto Gionata
Siamo nel pieno delle festività natalizie: molti di noi si stanno ancora riprendendo dalle celebrazioni Natalizie e si preparano a quelle per il Capodanno. Questo è il periodo in cui trascorriamo, abbiamo trascorso o trascorreremo diverso tempo con i nostri familiari.
Le situazioni familiari che si verificano durante le feste sono spesso simili: “Perché la mia famiglia è così esasperante? Perché questo parente è tanto difficile? Perché mi fanno sentire sempre come un bambino? Perché questi due non riescono a smettere di litigare? Perché un cugino, una zia o uno zio è così omofobo, razzista o chiuso di mente?” Ovviamente, se qualche mio parente sta leggendo, sappiamo tutti che la mia famiglia è perfetta… Scherzo! Nessuna famiglia lo è, nemmeno la mia.
Ricordo una delle migliori omelie che abbia mai ascoltato, nella parrocchia della mia famiglia, all’Epiphany of Our Lord, a Plymouth Meeting, in Pennsylvania (Stati Uniti). Era la Messa della Vigilia di Natale, e il celebrante, padre Joseph Gentili, lesse l’intera genealogia di Gesù dal Vangelo di Matteo, che collega Gesù ad Abramo passando per Davide e Giuseppe, sposo di Maria.
Alla fine della lettura, padre Gentili disse, rivolgendosi a una chiesa piena di bambini rumorosi e genitori stanchi: “So che vi state chiedendo: perché leggere tutto questo?”.
E spiegò che anche nell’albero genealogico di Gesù ci sono figure poco edificanti. Abramo esiliò la schiava Agar e suo figlio Ismaele; Giacobbe rubò la primogenitura a suo fratello Esaù; Davide pianificò la morte di Uria per sposare Betsabea. E tra le donne, Rahab, una prostituta, è inclusa nella genealogia. La lezione? Anche le famiglie di Gesù erano imperfette.
Quando celebriamo la Festa della Sacra Famiglia, possiamo essere tentati di idealizzare Maria, Giuseppe e Gesù. Certo, Gesù è il Figlio di Dio senza peccato, Maria è stata concepita immacolata e Giuseppe è santo. Ma questo non significa che la loro vita familiare fosse priva di tensioni.
Nel Vangelo di oggi, leggiamo dell’episodio in cui il giovane Gesù era rimasto nel Tempio mentre i suoi genitori lo cercavano disperati. Quando lo trovano, Maria lo rimprovera: “Perché ci hai fatto questo?” E Gesù risponde rivelando la sua identità divina. Anche al matrimonio di Cana, quando Maria lo sollecita a intervenire, Gesù le risponde con parole forti. Questi episodi mostrano che, pur nella santità, la Sacra Famiglia ha vissuto momenti di conflitto.
Questo ci dà speranza: Gesù conosce i nostri contrasti familiari, è con noi in esse e non si aspetta che le nostre famiglie siano perfette. Piuttosto, siamo chiamati a essere famiglie sante, aperte all’amore, al perdono e alla carità, con l’aiuto della grazia di Dio. Ma perfette? No, e non è necessario. Buona Festa della Sacra Famiglia!
*Padre James Martin, S.J. è un gesuita statunitense, scrittore e conferenziere. È direttore editoriale della rivista America e autore di libri molto noti, tra cui “Jesus: A Pilgrimage” (Gesù, un viaggio alla sua scoperta, EMI, 2015) e “Building a Bridge” (Un ponte da costruire, Marcianum Press, 2018). Quest’ultimo affronta il dialogo tra la Chiesa cattolica e la comunità LGBTQ+.
Testo originale: Loving your not-so-holy family