Cosa mi aspetto dal Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste

Richiesta di dire cosa mi aspetto dal prossimo Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste mi sento in imbarazzo.
La prima reazione è negativa: facciamo ogni anno il Sinodo (e forse faremmo meglio a dilazionarlo un po’) e ogni anno scriviamo “proclami alla nazione” o “impegni solenni” per le nostre chiese locali… poi raramente succede qualcosa.
E’ un po’ una maratona rituale che si ripete troppo spesso, ma che va considerata anche come un esercizio ginnico di democrazia.
Di democrazia appunto! Perché di questo si tratta: la gestione di una chiesa affidata e confermata ad un gruppo di persone con dei mandati, dei controlli, dei rendiconto e dei consigli per la continuazione. Non è facile gestire una chiesa senza un capo visibile, che si pretende addirittura infallibile. Qui la fallibilità è assicurata, il miracolo è non fare troppi disastri.
Ma è un miracolo l’ascoltarsi (a volte veramente faticoso per la ripetizione della gestione), volere ancora convenire insieme per camminare nella stessa direzione e rendere efficaci le azioni comuni. Insomma credo che, tutto sommato, la mia reazione negativa sia superata dalla positività di fondo della cosa e, se ora sono un po’ stanca al mio 43° Sinodo, se mi riposo un po’ forse mi tornerà la voglia di ricominciare daccapo!
Ho promesso però di dire cosa mi aspetto:
1) che si dica che gli stranieri possono diventare cittadini di questo nostro paese, la cui economia si regge anche su di loro;
2) che si dica che la teologia cristiana si formuli nel dialogo con le altre religioni e che protestanti, cattolici e ortodossi non sono nemici, ma possono darsi degli obiettivi di fede e di testimonianza comuni;
3) che non si dimentichi che la Bibbia è il perno essenziale su cui ruota ogni nostra riflessione e reazione;
4) che non si dimentichino i diritti umani e si valorizzino le differenze che completano il senso dell’umano;
5) che le chiese cristiane si vedano al servizio del prossimo e non come centri di potere quando fanno “diaconia”, cioè operano nel sociale.
Mi rendo conto che non ho ponderato i numeretti per stabilire un ordine giusto delle cose che il Sinodo deve fare e dire, ma non rifaccio l’elenco, perché non voglio essere così sistematica, mi basta pensare che il Sinodo (anche dopo 43 anni) può essere utile!
* Gianna Sciclone è stata la prima donna pastora della chiesa valdese, è stata consacrata nel 1967.