Figlio mio gay, ti voglio bene!

Caro Figlio, ho aspettato a lungo il suono dei tuoi passi davanti alla mia porta. Che gioia mi dà parlarti di nuovo!
Prima che fossimo separati, ho provato in così tanti modi diversi a dirti quale felicità mi aveva dato crearti, guardarti crescere.
Io non faccio errori – non importa quanti stolti possano dire il contrario. Nel tuo cuore sai che questo è vero, quindi…perché non crederlo?
E sappi anche questo: il nostro ricongiungimento è inevitabile. Un giorno tornerai da me. Se ciò ti impaurisce o ti dà apprensione, davvero non dovrebbe, perché sai che non potrei mai farti del male.
E anche se ti parlo come un genitore parla ad un figlio, è solamente un pretesto: io non sono veramente il tuo genitore e tu non sei veramente mio figlio. Tu sei parte di Me – lo sei sempre stato e sempre lo sarai.
C’è una storia, che racconta di un bambino piccolo che il primo giorno di scuola alzò timidamente la mano e chiese il permesso d’usare il bagno.
L’insegnante acconsentì e il piccolo uscì, ma solo per tornare con ancor maggiore costernazione, perché aveva fallito il suo compito. Chiese nuovamente il permesso d’usare il bagno e nuovamente gli venne concesso. Tuttavia, ritornò ancora in classe senza aver raggiunto il suo scopo.
Un compagno di classe più grande si offrì d’aiutare il piccolo, e così uscirono e in breve tempo fecero ritorno. Il bambino più grande sorrise all’insegnante e disse “Indossava i pantaloni al contrario”.
E questo è quello che vorrei farti notare: indossi i pantaloni al contrario. Tu vedi la punizione divina e le fiamme dell’Inferno dove ci sono soltanto pace e amore.
Vedi la confusione dove c’è soltanto chiarezza. Guardi verso il basso e non riesci a trovare il cielo e non sai perché – ma, se guardassi verso l’alto, lo troveresti.
Durante gli anni della nostra separazione ti ho sempre osservato e, a volte, con dolore. Hai ricercato con il corpo ciò che solo l’anima può soddisfare.
Hai letto molto, ma imparato poco. Hai creduto che la profusione di parole avrebbe conferito chiarezza, e invece la chiarezza si trova solamente nel silenzio.
Ma ancor più doloroso di tutto questo è che tu, troppo spesso, abbia creduto a ciò che gli altri hanno detto di Me. Vorrebbero farti credere ch’io ficchi il naso tra le lenzuola del tuo letto, sempre attento a quello che vi accade, quando invece questo non ha nessuna importanza per Me.
Perché dovrebbe? Vorrebbero farti credere di essere un abominio – immagina l’arroganza d’accusare Me della creazione d’un abominio!
Vorrebbero farti credere che i sentimenti sessuali che scorrono in te possiedano una qualche rilevanza morale, quando invece non sono nient’altro che ormoni e reazioni chimiche che Io Stesso ho creato.
Devi prendere in considerazione la possibilità che si sbaglino. Gli umani si aggrappano così spesso alle cose a cui credono, e non sembra importare se queste siano vere o meno. E’ curioso.
Molte volte, grandi uomini come il Buddha, o Gesù, o Maometto si avvicinano a Me e sentono le Mie parole – e queste parole poi vengono distorte e usate in modi così malvagi dagli ignoranti e dai superbi.
E tuttavia, le Mie parole sono sempre disponibili per chi vi dà ascolto. Se vorrai sentirle, ascolta. Questo è tutto. In silenzio, farai molta strada.
Sono inevitabile, e sono eterno, e quindi il tempo non ha significato per Me. Ti aspetterò per tutto il tempo che ti sarà necessario per fare ritorno.
Non mi troverai in nessuna chiesa o moschea. Sono mattoni e sassi. Non sono Me. Non mi troverai in libri sacri o nelle scritture.
Quelle erano parole destinate ad altre orecchie in altre epoche. Non mi troverai nei tarocchi o nei sacramenti o nei monasteri o nelle candele votive.
Se vorrai trovarmi, trova te stesso per primo, e scoprirai che in realtà non siamo mai stati del tutto
separati.
Testo originale: Letter to a loved one