Ho trovato la mia strada quando ho capito che l’AIDS non è una sentenza di morte

Sono un ragazzo 42enne di origini italiane di Staten Island (New York). Ho vissuto per 10 anni con questa malattia e ora sto entrando nell’undicesimo.
Mi venne diagnosticata nel 1996 e dal 1996-2000 la negavo. Andavo nelle strade come prima fumando crack, volevo solo sballarmi ogni volta di più perché pensavo “se sto per morire, voglio morire felice e su di giri”.
Sono felice ed anche orgoglioso di dire che sono pulito dalla droga, per mia scelta, da 6 quasi 7 anni e sono stato un Lavoratore, un Educatore e un Consulente per lo stesso numero di anni, e ancora lo sono.
Sono stato anche membro di molti gruppi governativi di New York: HIV/AIDS Planning Council (il Consiglio di Pianificazione HIV/AIDS), Advisory Group to the Planning Council (il Gruppo di Controllo del Consiglio di Pianificazione HIV/AIDS), HIV/AIDS Advocate (l’Avvocatura HIV/AISD), Human and Civil Rights Advocate (l’Avvocatura per i Diritti Umani e Civili).
Ho trovato la mia strada comprendendo che l’AIDS non è una sentenza di morte, ma solo un cambiamento di vita, posso andare fuori e gridare al mondo “POSSIAMO VIVERE” e vivere una vita molto felice e produttiva.
Sono stato dipendente dal crack per 12 anni e ho perso tutto: il mio lavoro, il mio compagno dopo 8 anni, la mia casa ma, più di tutto, me stesso.
Ora sono tornato a vivere e devo ringraziare molte persone, ma più di tutti me stesso perché sono stato io a desiderarlo e ho scelto di affrontare la verità, e l’ho fatto.
Persevererò in questa lotta per l’educazione e per la lotta dei diritti delle persone con HIV/AIDS e di tutte le persone che vengono trattate ingiustamente…. Non sono mai stato più contento e soddisfatto di adesso.
Testo originale: Personal stories of men living with HIV: Anthony