In Olanda licenziare gli insegnanti gay nelle scuole religiose non è peccato

Nei Paesi Bassi le scuole protestanti possono licenziare gli insegnanti e i pastori che hanno relazioni omosessuali nell’ambito della loro vita privata. Questo è ciò che afferma il Consiglio di Stato olandese in un parere presentato al governo di Jan Peter Balkenende.
Il governo olandese, diviso in merito ad una situazione verificatasi in una scuola della Chiesa riformata, aveva consultato l’alta giurisdizione nel dicembre 2008.
Il Consiglio di Stato richiede delle direttive europee per giustificare del fatto che le comunità educative attualmente hanno la libertà di richiedere “una esplicita onestà” al loro personale, sulla base di “norme e valori giudicati determinanti per la loro missione”.
L’alta giurisdizione afferma che queste esigenze devono essere tuttavia “direttamente legate alla funzione”, come sarebbe il caso per un insegnante o di un pastore omosessuale che lavori per una comunità religiosa.
Una legge olandese punisce le discriminazioni e una commissione speciale ha ritenuto, nel 1999 e nel 2007, che un impiegato non potesse essere licenziato soltanto per via del suo comportamento sessuale.
La legge prevede comunque anche delle “situazioni specifiche collegate” che da molti anni fanno discutere. Per la corrente protestante, esse permettono di stabilire una distinzione tra “orientamento sessuale” e “relazione sessuale”.
L’Associazione dell’insegnamento riformato ha ritenuto che un omosessuale debba essere “sostenuto”, ma se ha delle relazioni sessuali, il suo comportamento è allora “contrario ai principi delle scuole riformate”.
Ecco di nuovo dimostrato ancora una volta l’odio anti-gay delle gerarchie religiose cristiane.
Ronald Plasterk, il ministro che si occupa dell’Educazione aveva respinto questa distinzione, attirandosi gli strali dei suoi partner al governo.
Secondo il ministro nessuna discriminazione poteva essere messa in atto sulla base di un comportamento riguardante la vita privata. I responsabili delle scuole calviniste gli avevano rimproverato di richiamarsi alla “diversità delle credenze e delle concezioni”.
Un piccolo partito calvinista, lo SGP, che ha due deputati, aveva ritenuto che il ministro riducesse “ad una farsa” la libertà di insegnamento, che autorizza, nei Paesi Bassi, le scuole di diverse religioni. Per questi religiosi “indegni”, la libertà di insegnamento è dunque la libertà di stigmatizzare e di discriminare.
Il Terzo Reich non agiva in modo diverso quando escludeva gli insegnanti ebrei. I deputati olandesi ormai sono in attesa del parere del consiglio di stato. Il partito riformatore D66 intende depositare una proposta di legge per vietare questo genere di licenziamenti.
O Signore, perchè c’è l’esclusione?
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