In Senegal ancora nuove condanne per omosessualità

Si può essere condannati a otto anni di prigione perchè si distribuisce materiale per la prevenzione all’aids? In Senegal si può. Il 7 gennaio 2009 nove senegalesi sono stati condannati, dal tribunale di Dakar, per omosessualità perchè possedevano materiale per la prevenzione dell’aids.
Il caso si iscrive nel generale rifiuto dell’omosessualità in Africa. In Senegal, paese al 95% musulmano, inoltre la stigmatizzazione degli omosessuali è oggetto di strumentalizzazione da parte dei religiosi più radicali, con una omofobia sempre più crescente. Ma vediamo di saperne di più.
La Francia ha chiesto ieri la liberazione di nove senegalesi impegnati nella lotta contro l’aids, condannati a otto anni di prigione.
Come sono stati condannati questi uomini?
Nove senegalesi sono stati condannati il 7 gennaio a otto anni di prigione dal tribunale di Dakar per omosessualità. Tutti con meno di 30 anni, sono stati accusati di aver violato l’articolo del codice penale senegalese che punisce “chiunque commette un atto indecente o contro natura con una persona dello stesso sesso”.
Al processo il procuratore si è servito del materiale di prevenzione dell’aids requisito presso uno degli accusati, segretario generale dell’associazione Aides-Senegal, come prova di comportamento omosessuale, per il quale questi uomini sono stati condannati alla pena massima di cinque anni. Sono anche stati dichiarati colpevoli di “associazione a delinquere”, il che ha permesso al giudice di aggiungere altri tre anni di prigione.
“È la prima volta che la giustizia senegalese infligge una pena così pesante nei confronti di omosessuali”, ha affermato uno degli avvocati della difesa. Il giudizio ha portato turbamento in seno alle organizzazioni implicate nella lotta contro l’aids in Senegal, in particolare presso gli omosessuali, dove la prevalenza dell’HIV è del 21,5% contro lo 0,7% per la popolazione in generale.
Quali sono state le reazioni?
La condanna è stata denunciata dalle principali organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo e di lotta contro l’Aids. Amnesty International ha annunciato ieri che considerava i nove uomini come dei prigionieri di coscienza. Le associazioni sono tanto più indignate in quanto proprio a Dakar si è svolta, in dicembre, la 15^ Conferenza internazionale sull’aids e le infezioni sessualmente trasmissibili in Africa.
Aides da parte sua ha invitato “le autorità francesi a reagire contro questo attacco ai diritti umani, in violazione delle norme internazionali”. La Francia ha “deplorato” ieri la condanna dei nove militanti e chiesto la loro rapida liberazione. “
Noi rinnoviamo il nostro appello ad una depenalizzazione universale dell’omosessualità”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri francese. Su richiesta di Nicolas Sarkozy, l’argomento è stato evocato al consiglio dei ministri, che ha espresso la sua “emozione” e la sua “preoccupazione”.
Come spiegare questa condanna?
Il caso si iscrive in un contesto generale di rifiuto dell’omosessualità in Africa. Secondo gli osservatori, l’omofobia guadagna terreno in particolare in Senegal, paese al 95% musulmano, dove la stigmatizzazione degli omosessuali è oggetto di strumentalizzazione da parte dei religiosi più radicali, a cui la stampa dà spazio. Da un anno si sono moltiplicati in Senegal i casi che vedono
come protagonisti degli omosessuali.