La Quaresima come pratica per onorare il nostro corpo queer?
Testo pubblicato sul sito Queer Theology, libera traduzione di Cristina Citterio
Con tutta la sua enfasi sulla rinuncia e sulla penitenza, la Quaresima può essere sentita come un periodo deprimente e di punizione. O può sembrare un secondo tentativo di tener fede ai buoni propositi di capodanno: piuttosto priva di significato religioso o spirituale. Per quelli di noi queer e/o sono trans e che hanno avuto difficoltà ad accettare il proprio corpo, la Quaresima è un periodo ancora più nero. Per tanti anni ho rinnegato il mio corpo. Anzi, ho rinnegato di avere un corpo. E quando sono stat* costrett* a confrontarmici, non riuscivo a provare che disgusto e vergogna. Mi è stato insegnato che i miei desideri erano peccaminosi, qualcosa di cui dovermi vergognare e rinnegare. Dato che ho passato così tanto tempo nell’oscurità ho allora una certa riluttanza a volerci tornare, anche se per un periodo religioso così importante.
Può la Quaresima essere rivendicata come un periodo in cui queer e trans possano amare il proprio corpo?
C’è qualcosa di sacro nel periodo della Quaresima. È il tempo in cui si cammina con Gesù nel deserto della penitenza e della mortificazione. È il tempo in cui si viaggia con lui verso Gerusalemme e la crocifissione. Molti di noi queer e trans conoscono bene la sensazione di trovarsi in mezzo ad un deserto di penitenza e mortificazione del proprio corpo. Noi capiamo intimamente la pena della crocifissione. Anziché entrare nell’oscurità, considerate questo periodo come un’occasione per onorare il vostro vissuto.
E se vi trovate ancora nell’oscurità, ricordate che avete dei compagni di viaggio, che non siete soli. Il motivo per cui ci ricordiamo della crocifissione è perché noi siamo persone che credono nella resurrezione. Noi pensiamo che la morte non sia la risposta definitiva. Noi crediamo che vivremo una nuova vita. Vivere una resurrezione non fa scomparire le nostre cicatrici, le rende sacre. Dunque nel periodo di Quaresima noi ci fermiamo ad abbracciarle.
E se anziché rinunciare a qualcosa che amate, rinunciaste invece a qualcosa che vi fa stare male? E se invece di smettere di usare Twitter o Facebook, li sfruttaste per connettervi con persone che vi facciano sentire parte di una comunità? E cosa ne dite di concentrarvi su quello che sapete fare bene, adoperandovi per migliorarvi ancora, anziché rimproverarvi per quello che dovreste cambiare?
Cosa ne pensate di rallentare, prendervi del tempo, andare a fondo? Prendetevi cura di voi, conoscete e amate il vostro corpo, vivete nella resurrezione.
C’è un tempo per confrontarci con i nostri fallimenti e c’è un tempo per provarci più intensamente, ma entrambi questi momenti devono provenire da un luogo in cui sono presenti autostima e amore, per poter avere un significato. Se non avete lavorato per imparare ad amarvi, queste azioni vi faranno solo precipitare in una spirale di vergogna.
Dunque questa Quaresima onorate il vostro corpo. Onorate i vostri desideri e le vostre passioni. Considerateli sacri e buoni. Andate più a fondo. Amate di più. Vedete la bellezza.
Testo originale: Lent as a body honoring Practice?