L’abito nuziale è Cristo, è Lui l’uomo nuovo: “Rivestitevi del Signore Gesù Cristo” (Romani 13:14)
Riflessioni di don Fabio
Matteo 22:1-14: “Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”.
Nell’omelia che Benedetto XVI ha tenuto quando è stato in visita nella nostra diocesi, ha commentato proprio questo passo del Vangelo, e a proposito dell’amico che non indossava l’abito nuziale, disse: “C’è una condizione per restare a questo banchetto di nozze: indossare l’abito nuziale […] Cos’è quest’abito nuziale? San Gregorio Magno spiega che quel commensale ha risposto all’invito di Dio a partecipare al suo banchetto, ha, in un certo modo, la fede che gli ha aperto la porta della sala, ma gli manca qualcosa di essenziale: la veste nuziale, che è la carità, l’amore”.
Gli manca l’amore, dice il papa emerito citando San Gregorio Magno. E sarà stato uno shock per questo “amico” entrare e vedere che gli invitati che banchettavano con il Re erano buoni, cattivi, peccatori, prostitute, insomma tutti gli “scarti” della società… Questo “shock” gli ha impedito di indossare quell’habitus, tipico di Dio, che non sta nel “giudizio per condanna” ma in un “giudizio per condono”!
Forse quell’uomo non ha creduto al re: non è possibile che un re inviti a palazzo straccioni e vagabondi. È il dramma dell’uomo che si è sbagliato su Dio, che non immagina un Regno fatto di festa, convivialità, godimento. E per assurdo, si tira fuori da quest’amore, non si dà questa ulteriore possibilità.
Con affetto, Fabio!