L’una e l’altra. Lo sguardo di Noemi e le lesbiche credenti

“Di solito l’abbinamento lesbica e cristiana è guardato con diffidenza, come dirsi nazisti ed ebrei al tempo stesso. Le credenti lesbiche rappresentano una minoranza nella minoranza perché si associa subito la credente ad una chiesa che la perseguita. Se si vedono le cose così è chiaro che il tutto appare come una sorta di masochismo spirituale. Ma le cose non stanno in questo modo”.
Visto il tradizionale rispetto dei valdesi per i valori del mondo laico, lavoriamo con l’Agedo, con l’Arcigay ma anche con gruppi cattolici e battisti su diversi temi quali l’omogenitorialità o come combattere le terapie riparative, appunto.
Sono arrivata a te tramite “Lo sguardo di Noemi” spiegaci un po’ di cosa si tratta
Lo sguardo di Noemi ci venne in mente con il mio amico Innocenzo, uno dei responsabili di Gionata, la cena di un settembre scorso. Ci dicemmo davanti a un piatto di spaghetti: ma perché non dedicare un’intera sezione del sito alle lesbiche credenti? E così poco a poco è venuto maturando il progetto che raccoglie volontarie di estrazione religiosa diversa: cattoliche, battiste, valdesi, veterocattoliche.
La storia di Rut e Noemi è forse una delle storie d’amore più belle dell’Antico Testamento. Arriva dopo cinque libri in cui ti manca il fiato tanto è il senso di chiusura e il clima di violenza illuminato solo da poche splendide eccezioni. E all’improvviso si apre questa storia d’amore. Noemi, avendo perso i suoi figli, è destinata a morire da sola e nell’indigenza. Ruth, essendo vedova, si prepara pressappoco alla stessa sorte.
Le lesbiche credenti rappresentano una realtà poco conosciuta, ma davvero interessante. Poche sono le donne che fanno coming out in questo ambito, ma se si pensa che già tremila persone, in poco meno di un mese, hanno visitato il sito, allora si può avere in parte la misura del fenomeno.
Le donne impiegano un certo tempo per acclimatarsi. Si guardano in giro, annusano l’aria, scrivono poco, ma se decidono di collaborare allora non le schiodi più. Ecco, Lo sguardo di Noemi si propone proprio come luogo d’incontro per le donne lesbiche interessate a un percorso di fede che non condivide i dettami religiosi imposti dalla fede cattolica e anche da certe chiese pentecostali. La fede è motivo di liberazione, non certo un luogo asfittico dove rinchiuderci.
Ci proponiamo di far parlare le donne tra di loro, di offrire una possibilità di confronto nel loro cammino di fede e non solo. Di solito l’abbinamento lesbica e cristiana è guardato con diffidenza, come dirsi nazisti ed ebrei al tempo stesso. Le credenti lesbiche rappresentano una minoranza nella minoranza perché si associa subito la credente ad una chiesa che la perseguita.
Se si vedono le cose così è chiaro che il tutto appare come una sorta di masochismo spirituale. Ma le cose non stanno in questo modo: non certo nella chiesa valdese né nelle tante comunità di base dove le cattoliche praticano né nella chiesa veterocattolica dove le donne celebrano la messa e dove gli omosessuali possono sposarsi.
Me lo auguro davvero. Attualmente stiamo organizzando una tavola rotonda che coinvolgerà oltre alle lesbiche cristiane, una rabbina ebrea ed una musulmana…
Già. Il Vaticano per me è il luogo dove più si è tradito il messaggio evangelico. Non c’è scusa per una gerarchia che ha giustificato i peggiori crimini di guerra, sostenuto le dittature più crudeli, appoggiato la schiavitù, collaborato alla discriminazione delle donne, coperto criminali pedofili. E avversato, a suo tempo, persino l’uso della lampadina elettrica.