Nel duomo di Linz con l’arte contemporanea si riflette su genere e famiglia, tra passato e futuro
Articolo pubblicato sul sito cattolico religion.ORF.at/KAP* (Austria) il 25 Novembre 2024, liberamente tradotto dai volontari del Progetto Gionata
Si è conclusa in Austria la serie di installazioni artistiche organizzate per celebrare il 100° anniversario del Mariendom di Linz (Duomo di Maria). L’iniziativa, dedicata ai temi dei ruoli femminili, delle immagini di famiglia e dell’equità di genere, ha trasformato nei mesi scorsi il Duomo in uno spazio di arte contemporanea con opere d’impatto, come installazioni spaziali, video e la discussa scultura mariana intitolata “crowning”.
“La nuova famiglia” di Bernadette Huber
Tra le ultime opere esposte, fino al 26 novembre, vi è stata l’installazione di Bernadette Huber intitolata “La nuova famiglia”, presentata nel Kunstraum (Cappella della Torre Ovest). Si trattava di un cellulare di dimensioni gigantesche, definito dagli organizzatori come un “feticcio contemporaneo”, sul cui schermo venivano proiettate circa 100 immagini.
Queste spaziavano da raffigurazioni mariane del Duomo e di opere storiche a cliché quotidiani, foto personali e rappresentazioni di famiglie di diversa composizione. Un cuscino rosso con la scritta “Bitte hier knien” (“Si prega di inginocchiarsi qui”) invitava i visitatori a interagire con l’opera, attivando una installazione sonora.
La curatrice Martina Gelsinger aveva descritto questa opera come un’immersione nel tema della famiglia e dei ruoli femminili attraverso la prospettiva della Huber, capace di coniugare riferimenti artistici storici con riflessioni attuali.
Otto artiste per il centenario
La rassegna DonnaStage, che si è svolta da giugno a novembre, ha coinvolto otto artiste, tra cui Monika Pichler, Esther Strauß, Katharina Struber ed Elke Punkt Fleisch. Le installazioni hanno affrontato le sfide contemporanee legate ai ruoli femminili e alle rappresentazioni familiari.
Una delle opere più discusse è stata “crowning”, la scultura di Maria partoriente realizzata da Esther Strauß, che aveva generato forti polemiche e persino atti vandalici.
Un dialogo tra teologia e società
Martina Resch, una delle ideatrici del progetto, aveva spiegato che Maria, più di ogni altra figura biblica, è carica di aspettative e stereotipi sul ruolo delle donne. L’obiettivo delle installazioni era riflettere sull’immagine di Maria come madre devota e sulle sue implicazioni per i modelli femminili e i ruoli di genere.
Gli eventi finali
Il ciclo di eventi si è concluso il 28 novembre 2024 con una lettura della scrittrice Eva Reisinger, tratta dal suo romanzo premiato “Männer töten” (“Uccidere gli uomini”), incentrato sul potere e la solidarietà femminile. Durante l’evento è stato anche presentato il progetto di prevenzione della violenza domestica “StoP – Stadtteile ohne Partnergewalt” (“Quartieri senza violenza di coppia”).
Infine, il 14 dicembre 2024, il movimento femminile cattolico dell’Alta Austria ha organizzato una celebrazione spirituale dal titolo “Zeit zu leuchten” (“Tempo di splendere”), che si è svolta nel duomo di Linz.
*religion.ORF.at/KAP è una sezione del sito dell’emittente pubblica austriaca ORF, dedicata a temi religiosi e spirituali realizzato con Kathpress (agenzia stampa cattolica austriaca) per fornire notizie e approfondimenti su fede, Chiesa cattolica, etica e società. È un punto di riferimento per informazioni su eventi e questioni religiose in Austria e nel mondo.
Articolo originale: Mariendom: Kunstinstallationen zu Frauenrollen im Finale