Non taceremo! Finchè non riconosceranno il volto di Cristo in ciascun uomo

E’ giusto avere paura in un tempo in cui omofobia e razzismo, sotto il velo ipocrita dei discorsi che contraddicono le scelte concrete, sono attivi e influenzano le scelte di chi detiene il potere? Parole come frocio, finocchio, negro e perché no, anche ebreo, sono pietre, cose, davar… Esse entrano nei salotti, macchiano le poltrone e i divani delle stanze in cui vengono pronunciate e non si cancellano più.
Talvolta le minacce sono ancora più esplicite,perché vengono dalle istituzioni, che cercano di legittimarsi appellandosi a una presunta morale che morale non è, perché isola, discrimina, perseguita e uccide. Cosa sta accadendo? Dove stiamo andando?
Non c’è da sorridere in un mondo che non riconosce il Volto di Cristo nel volto di ciascun uomo. E anche noi siamo tristi come i cristiani dei primi secoli, che venivano identificati per la loro tristezza: le ferite che vediamo ogni giorno sono troppe perché il nostro cuore non pianga unendosi al cuore di Cristo, che viene ferito da quanti disprezzano il fratello. Il riso ha abbandonato i nostri volti, ma la gioia della Speranza non ha abbandonato i nostri cuori, perché ci sostiene la certezza di essere tutti figli di Dio.
L’anno prossimo a Gerusalemme! E’ questo l’augurio che ci facciamo. L’anno prossimo in una terra in cui non si è ancora spento il rumore dei passi di Gesù, in un mondo
che finalmente sceglie di riconoscere il suo volto nel volto dell’uomo. E se non sarà tra un anno, la nostra gioia non cambia: i millenni e gli istanti non fan differenza quando sono vissuti nella speranza di vedere finalmente il volto di Dio.
Perchè, anche quando pensiamo che tutto sia perso, per le tenebre che coprono ogni cosa e sembrano cancellare le impronte lasciate dai passi che Gesù ha voluto fare accanto a noi, ciascuno di noi, testardo, ripeterà l’identica frase: “L’anno prossimo a Gerusalemme. L’anno prossimo insieme, fratelli nel tempio di Dio”.
Nella frenetica Milano pre-natalizia noi cristiani, omosessuali e non, alla veglia contro l’omofobia
Vegliamo insieme perchè “Non abbiate paura!”
Testo della Veglia ecumenica di preghiera “Per chiedere al Signore di aiutare chi guida le chiese a riconoscere il Suo volto nel volto delle persone omosessuali”, Tempio Valdese di Milano, 20 dicembre 2008
La Veglia di Milano, gli omosessuali, le paure delle nostre chiese e il volto di Cristo
Dicembre 2008. Preghiamo per l’accoglienza delle persone omosessuali nelle chiese
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