Omofobia Europea. Quando l’indifferenza aiuta la discriminazione

Martedì scorso, 31 marzo 2009, in Europa, l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea ha denunciato il bullismo a scuola, la crescita di rischi di licenziamento, i reati ed i discorsi di odio nei confronti dei gay ‘sempre più diffusi in tutta l’Unione’.
Morten Kjaerum, direttore dell’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ha denunciato a Bruxelles che numerosi uomini e donne gay, bisessuali e transessuali ‘sono vittime di discriminazioni, d’intimidazioni e di molestie ‘; anzi ‘d’aggressioni fisiche talvolta mortali’.
Questo rapporto dimostra che la discriminazione verso i gay, le cui vittime sono in particolare i giovani , comincia in età scolastica . Un periodo, questo, dove gli insegnanti non sono formati per ‘identificare ed affrontare questo problema ’. Morten Kjaerum ha anche dichiarato che il bullismo è un fenomeno diffuso a scuola e che conduce le vittime a pessimi risultati scolastici e , talvolta, all’abbandono scolastico.
L’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea ha stimato che questi problemi potrebbero essere attenuati se i programmi scolastici non ignorassero il problema dell’orientamento sessuale.
Gli omosessuali sono oggetto di discriminazioni anche nel sistema sanitario, che, nella pratica più becera, considera l’omosessualità come malattia o disturbo della personalità, spingendo i gay a non usufruire del sistema come utenti. Il che porta ad un elevato tasso di suicidio, ad una salute mentale fragile e , talvolta, alla tossicomania.
Questo studio ha anche sottolineato che sul posto di lavoro, esperienze negative, il timore della discriminazione ed il rischio di licenziamento spingono spesso i gay a non parlare con i colleghi del proprio orientamento sessuale.
Ma quello che preoccupa di più l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione è che questi incidenti non sono affatto denunciati. Una situazione, questa, dovuta anche ad una scarsa formazione della polizia, che porta a non darle il giusto peso ai reati di omofobia.
Per cambiare un po le cose, l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione raccomanda i governi dei Paesi membri dell’Unione di ‘prendere misure concrete mirate a sensibilizzare e a formare i servizi di polizia, perché si indaghi sui reati di omofobia con la stessa qualità e precisione di altre forme di criminalità”.
L’Agenzia suggerisce di offrire sistemi di segnalazione di quei reati più semplici , magari anche anonimi ,per poterli calcolare anche quando le vittime hanno paura di denunciare. Un sistema già esistente , in forma sperimentale, nei Paesi Bassi e nella capitale danese.
Questo rapporto indica anche che, in parecchi stati, le istituzioni non hanno potuto o voluto assicurare la sicurezza dei parteciparti ai Gay Pride.
Per questo motivo, vi sono state vere e proprie violenze negli ultimi cinque anni in Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Italia, Polonia, Lettonia,Romania e Svezia. Inoltre, in paesi come Bulgaria, Rep. Ceca, Cipro, Ungheria, Italia e Malta, le rivendicazioni dei diritti civili LGBT hanno trovato risposte ostili da parte di alcuni uomini politici.
Una triste constatazione del rifiuto della diversità e della differenza della gente. Discriminazioni , queste, amplificate di più dai discorsi di condanna e di rifiuto da parte di autorità religiose che incitano alla crescita dell’odio. O Signore, proteggi i perseguitati!
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