Penso di poter gestire l’AIDS, ma non una vita senza amore

Sono così stanco e impaurito: mi è stato diagnosticato l’HIV. Potrei dire AIDS conclamata. Non ne avevo idea.
Il mio dottore iniziò a dirmi che ero anemico e che avrei dovuto prendere alcune pillole di ferro, ma continuavo a sentirmi tanto debole al punto di non riuscire a camminare. Alla fine mi dissi che c’era qualcosa che non andava.
Gli chiesi se avesse analizzato il mio sangue per tutto, significando con quel “tutto” HIV ma lui mi disse che quello avrei dovuto chiederlo esplicitamente. Non sapevo che era ormai troppo tardi: i miei globuli bianchi erano 26.
Ora comunque sono sei mesi che prendo le medicine e i miei globuli bianchi sono aumentati fino a 154, sento di poter stare meglio.
Ma ho così paura che la gente mi tocchi. La mia famiglia non mi tocca, mi nascondono. Mi dicono di non toccare i piatti, di scaricare la lavastoviglie o altre cose.
Penso di poter gestire la malattia, ma non posso gestire una vita senza calore umano. Penso che questo mi uccida e il mio cuore si sente morto. Voglio essere amato.
AVERT.org: è importante sottolineare che NON SI PRENDE l’HIV/AIDS toccando qualcuno contagiato dal virus. Non si può prendere l’HIV mangiando in un piatto toccato da una persona con l’HIV o dormendo nel letto in cui ha dormito una persoina affetta da HIV.
L’HIV non si diffonde in questa maniera, si diffonde solo tramite fluidi sessuali o il sangue immesso nella circolazione sanguigna da una persona all’altra.
Questo NON accade nella normale vita famigliare e NON C’È alcuna ragione per essere spaventati. Non c’è ragione per cui una persona HIV positiva debba vivere il resto della sua vita, senza essere toccata o senza del calore umano. Le persone sieropositive non sono “appestati” e nessuno dovrebbe trattali come tali.
Testo originale Personal stories of men living with HIV: Don