Sul settimanale CREDERE reportage su “Le persone LGBT, nostri fratelli nella fede”


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Il settimanale cattolico CREDERE n.5 del 4 febbraio 2024, in vendita nelle edicole (ma in molte deve essere ordinato espressamente) e nelle librerie Paoline, offre un ampio reportage intitolato “LE PERSONE LGBT, NOSTRI FRATELLI NELLA FEDE” in cui racconta il cammino di quanti nella chiesa cattolica si occupano di pastorale con le persone LGBT+ e i loro genitori. partendo dall’esperienza vissuta nella diocesi di Firenze da suor Fabrizia e dalle sue consorelle, che da quasi vent’anni accompagnano i credenti LGBT+ e i loro genitori del gruppo Kairós. Pioniere di quell’accoglienza pastorale, raccomandata oggi dal Papa, affinché «la Chiesa sia casa di tutti».
Il reportage de la giornalista Vittoria Prescindaro ricorda come questa esperienza pastorale inizio da un’incontro inaspettato e da una domanda.
«Ospitereste un gruppo di cristiani omosessuali per un percorso di lectio divina?». Con questa domanda, in punta di piedi, 17 anni fa il gruppo (di cristiani LGBT+) Kairòs bussò a una porta (del convento delle suore domenicane) di via Cittadella, poco lontano dalla stazione di Firenze.
Racconta suor Fabrizia: «Con una consorella, appena trasferite da Prato, avevamo deciso di aprire la nostra casa a giovani desiderosi di condividere momenti di vita e spiritualità. Ci aspettavamo ragazzi di parrocchie e consuete associazioni ecclesiali: tutti fuorché i cristiani omosessuali che furono invece tra i primi a bussare», «e fu per noi una grazia poter sostituir alla sigla Lgbt nomi, volti e storie di persone concrete, di varia età e provenienza».
Nel corso degli anni tante cose sono cambiate su questi temi nella chiesa cattolica e «Oggi i gruppi (di credenti LGBT e dei loro genitori) si sono moltiplicati: più di 40 sparsi in tutta Italia», ricorda suor Fabrizia, membro anche di un’équipe che coordina la rete nazionale di oltre 150 operatori impegnati nella pastorale con persone Lgbt+ e i loro genitori”.
Mentre “nel frattempo, a livello pastorale, in tante diocesi le cose si stanno muovendo. Proprio a Firenze il cardinale Giuseppe Betori ha firmato un decreto con cui ha istituito un coordinamento per una pastorale di inclusione, del quale fa parte anche suor Fabrizia, insieme a due preti e due genitori.
Il coordinamento, interno all’Ufficio della pastorale familiare, verrà presentato in diocesi il 12 febbraio e si occuperà di persone Lgbt+ e delle loro famiglie, oltre che delle altre situazioni «dette irregolari», … «Una bella novità», commenta suor Fabrizia. «Perché l’omosessualità non è un “problema” ma una condizione di vita di persone a cui affiancarsi con molta delicatezza. E con le quali condividere, come con tutti, tristezze e angosce, ma anche gioie e speranze».
Buona lettura