Tolleranza zero per l’intolleranza

La disputa è antica, inesauribile ed io non faccio altro che gettare dell’olio sul fuoco, lo so bene. Ma ho appena letto un articolo del (spesso) conservatore ma (ancora più spesso) intelligente Times di Londra. Un articolo che spiega che in Gran Bretagna si è pronti a votare la futura legge sul divieto di qualsiasi proposito di odio contro le diverse forme di genere o di orientamento sessuale.
I contravventori saranno passibili di multe e di prigione (con un massimo di 7 anni). Si fa riferimento, per quanto riguarda il genere, all’odio contro i transgenders ( e i transessuali), e per quanto riguarda l’orientamento, all’odio contro gli omo e i bisessuali, ma anche gli etero.
Insisto sui termini “genere” e “orientamento”, poiché l’attuale opinione degli esperti sostiene che si tratta di due elementi della sessualità che sono “stabilmente innati” e non modificabili (con una piccola possibilità per i transgender). A differenza delle preferenze e dell’identità sessuali che provengono, esse, dalla storia, dal vissuto, dalla cultura, dalle scelte, ecc. e che potranno evolvere col tempo.
Perciò, come per il razzismo o il sessismo, la legge dichiara che è inaccettabile, in una società democratica, di prendersela (verbalmente o fisicamente) con delle persone a causa di ciò che esse sono.
Come diceva il ministro britannico dell’interno, “Ci abbiamo messo dieci anni, ma ora è tempo di affermare che una democrazia non può tollerare dei propositi di odio basati sulla sessualità di qualcuno”. Fin là va tutto bene.
Il “qui” arriva da molti movimenti religiosi, e in parte dalla Gerarchia Cattolica (benché i più strepitanti su questa questione siano i Cristiani Evangelici). L’argomento è semplicissimo: “noi contestiamo che l’orientamento sessuale esista ed affermiamo che non si tratti altro che di una tentazione o di una scelta umana”.
Una scelta più o meno grande, ma comunque una scelta. L’omosessualità, è come la cleptomania (per riprendere il parere del Patriarca di Mosca) o come l’adulterio, la violenza sessuale o la masturbazione (come dice il Catechismo Cattolico).
E’ male, e lo sarà sempre, e coloro che lo fanno devono essere avvertiti in modo forte e chiaro che è male. Se essi sono credenti, si deve anche ricordare loro che è un peccato, in questo caso di tipo “molto grave”.
Ciò che stupisce, è che questa ignoranza da parte dei religiosi delle scoperte della psichiatria, della psicologia e della biologia, a loro detta, dovrebbe essere protetta dalla legge. Essi respingono questa legge contro i propositi di odio in nome della libertà di espressione religiosa.
Per fare un paragone, i credenti dovrebbero quindi avere il diritto di dire che le donne sono inferiori agli uomini e che quelle che rifiutano questo concetto sono delle “cattive donne” e delle “peccatrici”? Altro esempio, le autorità religiose dovrebbero avere il diritto di dire che quelli di sinistra sono “maledetti da Dio” e che devono cambiare natura per ritornare ad essere di destra come è previsto fin dalla Creazione?
Ed ecco, come per farmi lo sgambetto, il Times aggiunge un altro articolo a quello che vi ho segnalato: Tolleranza Zero per l’Intolleranza Religiosa. In altri termini, le religioni si sono sbagliate su un mucchio di temi in passato. E lo faranno di nuovo, compreso la religione cristiana e (non dispiaccia a chi sapete) il Cattolicesimo.
E’ successo, succede e succederà che le religioni facciano dei torti e del male, pur avendo il desiderio di seguire i lori sublimi principi. Penso che non sia antireligioso e in particolare anticattolico il fatto di dirlo.
Anche Giovanni Paolo II, chiedendo perdono per gli errori commessi in nome della Chiesa, non ha escluso che potrebbero essercene ancora nell’avvenire o che se ne potrebbero scoprire altri nel passato.
Ma questa è senza dubbio un’eredità del precedente papa che attualmente si cerca di nascondere. Da parte mia credo che questa “ripresa in mano” non sia altro che un “ultimo sussulto del moribondo” e che l’omofobia ufficiale della Chiesa ne faccia l’oggetto di una richiesta di perdono di un prossimo pontefice.
Per questo credo che i gerarchi e le autorità di tutte le confessioni presenti nelle nostre democrazie debbano aspettarsi di essere messi sotto accusa e processati per i loro proponimenti di odio, compreso quelli verso le minoranze sessuali.
Ma ci sono processi che essi vinceranno, ed altri che invece perderanno. E se qualcuno li accusa di essere omofobi ma un tribunale dà loro ragione, cosa c’è di male? Dopo tutto, vincere un processo è meglio che essere liberi da persecuzioni. Per fare un esempio, io sono curioso di vedere come finirà in Belgio il prossimo processo contro Scientology.
Per le stesse ragioni, i religiosi si prendono oggi il diritto di rivolgersi alla giustizia quando le loro convinzioni sono calunniate o messe in ridicolo. Che accettino anche la contropartita: la possibilità di essere accusati per il torto che fanno agli altri.
E se la loro religione fa del male alle persone, in particolare alle minoranze sessuali, bisogna che questo fatto cessi. Sia che si tratti di una piccola setta o di una grande “fede” presente su scala mondiale, non cambia niente.