Una vita troppo stretta. Come l’amore per lei mi ha cambiato

Sapevo che ero lesbica prima di sposarmi ma ero convinta che se fossi stata “ubbidiente” e sposavo un uomo, Dio avrebbe allontanato il mio desiderio di donne. Conobbi un ragazzo molto carino e mi sono fidanzata. Tentai di parlargli delle mie precedenti relazioni con donne, pero lui, di fatto, non volle parlare di quella fase della mia vita.
Lui sapeva che il nostro matrimonio era quello che Dio voleva per noi. Dopo che ci siamo sposati e trasferiti in una nuova regione, il mi piano era d’evitare amicizie troppo strette con donne.
Sapevo, per comportamenti anteriori, che se avesse iniziato un’amicizia stretta, avrei finito per innamorarmi e per perdere l’amica, per di più, la lotta interiore sarebbe stata enorme.
Ero incinta del mio primo bambino e volli concentrarmi sulla mia famiglia. Nella prima settimana nella nostra nuova chiesa, vidi una donna al di là dalla strada che mi fece battere il cuore. Sapevo che dovevo essere molto cauta. Scoprii che era una guida negli studi biblici e la segretaria della chiesa e allora capii che sarei stata al sicuro. Di certo non dovevo innamorarmi di lei! Bene, lo feci.
Frequentai le sue lezioni di Bibbia settimana dopo settimana, e sapevo di prima mano la profondità del suo amore per Gesù. Ero attratta da quella relazione e volevo saperne di più per la mia stessa vita. Le chiesi d’insegnarmi. Iniziamo a passare del tempo insieme settimanalmente, e mentre la mia gravidanza andava avanti, cresceva la mia fede, ma anche l’amore per lei. Mi aprii a lei e lei mi rassicurò dell’amore di Dio.
Dopo la nascita del mio bambino, passammo più tempo insieme e lei mi aiutò in quei primi mesi di esaurimento. L’intensità crebbe per tutte e due, e qualche volta rimanemmo coinvolte fisicamente. Salimmo in una dolorosa montagna russa di colpevolezza e vergogna insieme all’estasi del nuovo amore. Questo continuò per diversi anni, con periodi in cui decidemmo di essere solo amiche, e altri in cui dicemmo che la connessione valeva il dolore.
Fu un tempo di confusione terribile. Ebbi un altro bambino. Avevo bisogno d’impegnarmi con l’uomo cui avevo promesso la mia vita. I miei figli avevano bisogno di una casa stabile e dei genitori con cui stare, anche se non ci amavamo. I suoi figli avevano bisogno di lei. Eravamo intrappolate.
In questa situazione, un giorno ero nella casa del mio pastore. Lui aveva un libro di Mel White sul tavolino da caffè intitolato “Stranger at the Gate” (Un estraneo alla porta). Era sulla sua esperienza, di come lui, pastore evangelico, si dichiarò gay cristiano. Ero affascinata, e lo chiesi in prestito, facendo molta attenzione, pensai a non mettermi allo scoperto.
Divorai il libro, ritrovandomi in molte pagine, sentendo il suo dolore come mio, desiderando poter sentire un giorno la libertà che lui finalmente sentì. Mio marito vide il libro e chiese se anche lui poteva leggerlo. Mi chiese quale sarebbe stata la sua reazione, e temetti il peggio. Quando lo finì, gli chiese cosa ne pensava. Lui disse: “Magari avessi conosciuto qualcuno come lui.” Gli tesi la mano e gli dissi: “Piacere di conoscerti.” Si trasferì alla camera di sotto quella notte.
Ascoltai il suo pianto al rendersi conto di ciò che significava per lui e i bambini quello che avevo detto. Era distrutto e lo ero anch’io. Mi resi conto che era stato terribile rompere il suo cuore, le sue speranze e i suoi sogni. Passammo i successivi tre anni in una montagna russa. Lui voleva salvare il matrimonio e s’impegnò a essere al mio fianco mentre lavoravo sulle mie debolezze. Pensai a quello dovevo fare, frequentammo una terapia di coppia con un uomo della nostra chiesa.
Durante la terapia, iniziai a rendermi conto, ogni volta di più, chi ero io veramente e iniziammo a comunicare più onestamente l’uno con l’altra. Nel marzo 1997, facemmo la conversazione che cambiò la nostra vita. Lui voleva che mettesse da parte tutto quello che riguardava il mio orientamento sessuale e tornassi a essere sua moglie. Io mi resi conto, in quel momento, che non sarei mai stata capace di farlo.
Dissi di no, e che forse sarebbe stato meglio separarci. In una settimana, lui se n’era andato via di casa. I miei figli avevano cinque e sette anni allora. Sono passati sette anni e ora divido la mia vita con quella meravigliosa insegnate della Bibbia e segretaria della chiesa.
Facemmo una festa di fidanzamento, quasi tre anni fa, e comprammo una casa insieme. I miei bambini vivono con una mamma che è totalmente onesta con loro e abbiamo lavorato per superare il dolore del divorzio. Loro sono forti, la loro fede in Dio è forte. Il mio ex marito si sposò di nuovo con una donna che lo adora e ama i miei bambini. La vita non è perfetta, ma è molto di più di quello che avrei chiesto o immaginato in quegli anni di dolore.
Di solito osservavo donne che avevano una relazione con altre donne e potevano sentire quel tipo di libertà. Dio mi ha dato quella libertà e sono sorpresa e grata per tutte le benedizioni che sono parte della mia vita. Dio non mi rifiutò, è successo esattamente il contrario. Dio mi è stato vicino in ogni passo di questo viaggio, e continua a benedire la nostra casa e la nostra relazione con grande abbondanza.
* Questa storia personale di fede e riconciliazione proviene degli archivi di www.christianlesbians.com e fu pubblicata per la prima volta nel 2004.