Una vittima dell’omofobia racconta il processo ad uno dei suoi aggressori

Un minorenne è stato condannato nel febbraio 2009 per un’aggressione omofoba ad Orléans (Francia).
Ritorniamo su questa storia attraverso la testimonianza di Etienne*, la vittima, che ci racconta il dolore ha dovuto rivivere, in occasione del processo ad uno dei suoi aggressori, e la difficoltà che ha provato per far riconoscere il carattere omofobo della sua aggressione.
Il giovane dovrà inoltre pagare le spese legali e sanitarie alla vittima, Etienne, che proprio oggi (ndr 14 giugno) compie 36 anni, oltre a dover versare simbolicamente un euro per danni al Gruppo Azione Gay e Lesbica del Loiret (GAGL), che si era costituito parte civile.
E’ stata comunque necessaria un dura lotta affinché fosse riconosciuto il carattere omofobo di questa aggressione, che invece il rapporto di polizia non menzionava neppure.
E con ragione: gli aggressori sono rimasti in silenzio, evitando ogni insulto. Il Gruppo Azione Gay e Lesbica del Loiret (GAGL), consigliato e sostenuto da SOS omofobia, continuerà ad avere causa vinta.
I fatti risalgono alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2007 e sono avvenuti in un luogo d’incontro gay lungo la Loira, vicino al ponte dell’Europa. Sette aggressori hanno riempito di botte Etienne che racconta: “Ho creduto che mi avrebbero ucciso”.
Tre degli aggressori saranno interrogati quattro mesi dopo, grazie alla presenza di spirito di un’altra persone presente che prese nota delle targhe di due veicoli parcheggiati nelle vicinanze. Gettandosi la colpa, gli uni sugli altri, finiranno per confessare i fatti, pur negando il carattere omofobo del loro agire, anche se uno di essi ammetterà di venire con regolarità lungo il fiume a “molestare i finocchi”.
Ma al processo non c’è più alcun dubbio. L’autore ha riconosciuto i fatti – presenterà anche le sue scuse a Etienne – la presidente del tribunale si darà da fare perchè Thierry confessi le sue intenzioni omofobe.
Il procuratore cercherà di dare il colpo finale. Inutilmente. Ma alla fine il presidente del tribunale deciderà per il riconoscimento di questa circostanza aggravante.
“E’ stata dura – riconosce Etienne – ma volevo andare fino in fondo. Poiché il fatto che l’accaduto sia stato riconosciuto dalla giustizia mi aiuterà a passare oltre. Fino ad allora mi sentivo umiliato, sminuito.
L’orgoglio ne riceve un duro colpo. Venendo al processo – aggiunge quel timido giovane – volevo vedere a cosa assomigliasse il mio aggressore, se avesse un aspetto malvagio. Ma voglio anche spronare le altre vittime a sporgere querela”. Proprio come lui stesso era stato spinto a fare da un precedente processo di Orléans.
“Sono venuto affinché tutto questo cessi – conferma Denis Lefèvre, presidente del Gruppo Azione Gay e Lesbica del Loiret (GAGL). Perchè quel posto ogni mese è teatro di molte aggressioni”.
Ora nell’immediato Etienne attemde i prossimi sviluppi ovvero la comparizione, in una data da definirsi, davanti al tribunale correzionale (che è un tribunale penale competente per il giudizio dei delitti compiuti da persone maggiorenni, ndr) dei due aggressori ormai diventati maggiorenni.
* I nomi dell’aggressore e della vittima sono stati cambiati