
Riflessioni di Lavinia Capogna
Un tema poco affrontato è quello di lesbiche, gay e transessuali della terza età. La terza età è un neologismo che sostituisce la parola vecchiaia, ritenuta offensiva e in disuso.
Il linguaggio è rivelatore: viviamo in una società basata su un impossibile modello di eterna giovinezza, sull’iperattività, su time is money (il tempo è denaro) come dice un noto proverbio inglese. La velocità è un simbolo: aerei veloci, macchine veloci, motociclette veloci, computer e cellulari veloci, fast food.
In Oriente, dove ancora non è arrivata la fretta, la vita scorre a ritmi naturali, consoni alla Madre Terra. Vi è un tempo per ogni cosa dice la Bibbia.
E un antico proverbio napoletano ci ricorda che “per pagare e per morire c’è sempre tempo”. Anche alcuni gay non sfuggono al mito dell’eterna giovinezza e della fretta. Ma come vivono le lesbiche, i gay e i trans di 70, 80, 90 anni? Quante e quanti di loro hanno dovuto nascondere i loro amori? Quante e quanti si sono sposati infelicemente o adattati a reprimere i loro sentimenti?
Nel mondo antico i vecchi erano considerati i saggi, venivano consultati per le grandi decisione e questo sussiste in alcune civiltà studiate dagli antropologi. Il termine anziano prende un tempo che va dai 65 anni a dopo i 100! L’uso di modificare il linguaggio denota l’opinione generale che la società ha di certi gruppi o mestieri.
Ma come è recento emerso gay é considerato un insulto e lesbica è una parola quasi mai usata. Quindi i vecchi gay e le vecchie lesbiche non sono mai citati ma dovrebbero avere amore e rispetto come tutti dovrebbero avere in una società cristiana. E dovrebbero avere diritto alla parola dopo che tante e tanti hanno taciuto per decenni.
Quante e quanti vivono da soli? Quanti in famiglia? Quanti in pensionati? Una stima è quasi impossibile. Il movimento gay,lesbico e trans nasce negli anni 70 ma diventa più visibile a fine anni 80. A chi è nato nel 1920 è difficile chiedere che ne pensa di omosessualità anche se,a volte,gli ottuagenari sono più evoluti di parecchi ventenni.
Un lampo di luce su come hanno vissuto due lesbiche all’incirca nate a quell’epoca e viventi dopo il 2000 e spero ancora oggi ci viene dal libro “Matrimoni gay” di Piergiorgio Paterlini, autore di vari saggi tra i quali il noto “Ragazzi che amano i ragazzi”.
In “Matrimoni gay” (Einaudi 2001) lo scrittore racconta dieci storie vere di coppie gay e lesbiche di ogni età,classe sociale e di vari luoghi.La storia di Ada e Edda inizia come un film Neorealista negli atroci mesi dell’occupazione tedesca di Roma, da settembre del 43 a giugno del 44.
Ma per chi li visse quei nove mesi non furono un film ma una tragedia: morti, deportati gli ebrei di Portico D’Ottavia, gli oppositori, rastrellamenti,torture, la Resistenza dei
Gap (Gruppi di azione patriottica), fame, miseria, l’attentato di via Rasella, la strage delle Fosse Ardeatine (335 martiri), la morte di una popolana Teresa Gullace,fino al 4 giugno 44 con i tedeschi in fuga e la Quinta Armata americana che libera la città tra le lacrime e le grida di gioia dei romani.
Chi li ha vissuti non può dimenticare quei nove mesi.Edda e Ada sono due ragazze di 17 e 18 anni. La maggiore età era ed è rimasta a 21 anni fino agli anni 70. Le loro famiglie si conoscono da sempre e abitano vicine. I genitori di Edda decidono di nascondere a casa loro Alberto, un ragazzo ebreo. Era un atto eroico, chi nascondeva un ebreo veniva fucilato dai tedeschi.
Avendo due camere da letto in casa Edda viene ospitata dai genitori di Ada. Dormono insieme e trascorrono la notte a chiacchierare per vincere la paura della guerra.
Pian piano la loro amicizia si trasforma in un sentimento amoroso e una notte Ada e Edda fanno dolcemente l’amore. Non l’avrebbero mai immaginato e nasce un amore talmente grande da durare per tutta la vita.Liberata Roma Alberto lascia la casa di Edda e la ragazza torna dai genitori.
Piange, è disperata. I genitori pensano che si sia innamorata di Alberto ma Edda pensa ad Ada.Con la fine della guerra ricomincia la vita e la speranza e Ada ed Edda decidono di andare ad abitare insieme.
Sono felici e corteggiate da vari ammiratori.Entrambe tacciono del loro amore ai genitori. Un po’ perché non riguarda i genitori,pensano,un po’ perché temono il loro giudizio. Lavorano, una in un ufficio, un’altra in una scuola come bidella.Il loro rapporto è un vero matrimonio. La vita scorre serena. Non sono particolarmente religiose.
Ma solo 56 anni dopo la nascita del loro amore parteciperanno al Gaypride World di Roma del 2000. Sarà per le due ottuagenarie una giornata bellissima,nonostante il caldo torrido. L’età impedisce loro di fare tutto il lunghissimo percorso ma vedono sfilare un milione di persone.Edda e Ada sono felici di vedere tanti giovani liberi di esprimere il loro orientamento.
Ragazze che si tengono per mano, ragazzi abbracciati, musica, balli, slogans, gay, lesbiche, bisex, trans, etero, gente famosa per solidarietà da Nanni Moretti a Isabella Rossellini, intellettuali,operai, impiegati, disoccupati, credenti, atei.
Ada e Edda hanno realizzato un sogno di tanti:un grande amore per tutta la vita.
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